BUON ANNO DALLA UIL SCUOLA VITERBO, LE SFIDE DEL 2017

Cari Tutti, AMICI…Colleghi… Un altro anno volge al termine…Un anno molto intenso, impegnativo…Un anno nel quale ci siamo misurati e abbiamo misurato le nostre forze, che sono risultate molto vigorose, più di quanto immaginassimo! Abbiamo, tutti noi…insieme, percorso un tratto importante, saliente per la vita della nostra Organizzazione. Un anno contraddistinto da momenti di alti contenuti morali e professionali… Un anno in cui tutti noi, uniti, abbiamo ribadito che crediamo nel valore della nostra Organizzazione e di ciò che essa rappresenta per le tante persone che ci affidano la loro fiducia e il loro consenso. Il contesto storico non è certamente tra i migliori. Anzi. Ma è più che mai indispensabile continuare ad impegnarci per accrescere e mantenere fertile il progetto, il nostro progetto… la nostra UIL…Da parte mia, non ho smesso MAI di mettere in protezione un BENE COMUNE e, come Una chioccia, ho provato, ho cercato, talvolta ho difeso la nostra FAMIGLIA dalle intemperie che via via rischiavano di penetrare per inumidirci e renderci più vulnerabili e deteriorabili… Non è stato semplice, ma l’amore e la passione per ciò che si fa e per cui si crede, rende possibile ogni sforzo e riesce a dare forza morale nella sofferenza. Così è stato per me… Continua la lettura di BUON ANNO DALLA UIL SCUOLA VITERBO, LE SFIDE DEL 2017

LA POLITICA NON VUOLE BENE ALLA CITTÀ, INTERVISTA A GIANCARLO TURCHETTI

“La politica non vuole bene alla città”. Giancarlo Turchetti si dice stufo di dover parlare delle solite problematiche che, da anni, non trovano soluzione. Il segretario della Uil lancia una sfida alla politica locale per invertire la marcia e ripartire.

Un giudizio dell’anno appena trascorso.

“Non è che sia stato dei migliori – dice Turchetti – e, dal 2008 a oggi, è difficile trovarne uno buono. Il turismo è l’unica via di sviluppo del nostro territorio, che non ha industrializzazione, in cui l’agricoltura soffre e il commercio e i servizi sono saturi. Inoltre, l’edilizia, in questi otto anni, ha avuto il 50 per cento in meno degli addetti perché non si costruisce più. L’unica strada percorribile è quella del turismo, usufruendo delle bellezze che abbiamo a disposizione”.

A cosa si riferisce?

“Non parlo solo delle acque termali, ma anche alla città dei papi e alla parte medievale, poi, la storia degli Etruschi, ma anche i laghi, i mari e i Monti Cimini che tutti ci invidiano. Tante cose che non siamo in grado di valorizzare. Altri hanno fatto un impero solo su una pozza, noi proprio non ci riusciamo”. Continua la lettura di LA POLITICA NON VUOLE BENE ALLA CITTÀ, INTERVISTA A GIANCARLO TURCHETTI

CAVARE DALLA LUCE, COME LA FORMA DAL MARMO

Foto Daniele Camilli
Foto Daniele Camilli

“Bisogna sempre partire da una verità per insegnare un errore”

Joseph de Maistre

“Ciò che si realizza nella mia storia non è il passato remoto di ciò che fu perché non è più, e neanche il perfetto di ciò che è stato in ciò che io sono, ma il futuro anteriore di ciò che sarò stato per ciò che sto per divenire” (Jacques Lacan). Ancora Lacan: “Vi è anche il presente che si innalza ed essenzialmente si riconcilia, si compie attraverso la negazione della sua immediatezza, nell’universalità – una perfezione, che però non è ancora, e così è da concepire come futuro, un ‘adesso’ del presente che ha dinnanzi a sé la perfezione. Ma poiché la comunità secondo il tempo è posta adesso, la perfezione è distinta da questo ‘adesso’ ed è posta come futuro”. “Il futuro perfetto di una simbolizzazione compiuta” (Žižek). Futuro fisso, dove l’immagine precede la scrittura e la parola confinata in un altrove sempre più distante da un immaginario che si definisce innanzitutto come piano critico della possibilità. Un piano che riguarda anche i lavoratori e le forze sindacali che li rappresentano. In vista di una nuova organizzazione a fronte di una riorganizzazione dei rapporti sociali di produzione. Continua la lettura di CAVARE DALLA LUCE, COME LA FORMA DAL MARMO