Le vite sospese delle prof “deportate” della Tuscia

“Precari di ruolo”, li ha definiti così la segretaria territoriale della Uil scuola Viterbo, Silvia Somigli. “Docenti – ha poi aggiunto – che hanno subito una vera e propria ‘deportazione’”.

Video: Le storie delle docenti “deportate” della Tuscia

Si tratta di insegnati assunti in ruolo grazie alla riforma della “buona scuola” dopo anni di precariato e poi presi e spostati da una parte all’altra del Paese. A centinaia di chilometri di distanza da casa. Da due anni. Così, di punto in bianco.

Sono spesso 40/60enni. Al punto da dover scegliere tra lavoro e famiglia oppure a fare richieste di congedo o aspettativa senza retribuzione perché per molti è impossibile trasferirsi con la famiglia nelle scuole indicate dal Ministero. A Viterbo sono almeno una ventina. Un centinaio in tutto il Lazio. Oltre 15mila in tutta Italia.

Manco fosse un dispetto. Bene che vada, la cattiva sorte che si abbatte sempre sugli ultimi.

“Docenti ‘immobilizzati’”, li chiama invece Marcella Brancaforte. Lei ha casa e famiglia a Tuscania. Dopo un anno di assegnazione all’istituto superiore Francesco Orioli, è stata spostata a Tivoli. Più di 130 chilometri di distanza che è impossibile fare da pendolare senza impazzire. Ha dovuto prendere in affitto un posto dove dormire e aspettare il fine settimana per far ritorno a casa. Continua la lettura di Le vite sospese delle prof “deportate” della Tuscia

Concorso docenti, pronti a tutelare i diritti di chi verrà escluso

“Nove categorie di candidati, se queste verranno escluse dalla fase transitoria del prossimo concorso docenti, la Uil scuola di Viterbo è pronta a tutelare i loro diritti”. La segretaria della Uil scuola Viterbo, Silvia Somigli, è pronta a dare battaglia in vista del prossimo concorso per l’assunzione in ruolo di nuovi professori previsto per il 2018.

“La Uil scuola di Viterbo – spiega Somigli – tutela tutti i propri iscritti che verranno illegittimamente esclusi dalla fase transitoria del concorso docenti 2018 che prevede il solo colloquio orale, con conseguente inserimento nelle graduatorie di merito regionali”.

Sono nove le categorie di candidati individuate. “Se verranno esclusi – prosegue la segretaria della Uil scuola Viterbo – considereremo questo atto un atto illegittimo”.

Le categorie cui fa riferimento Somigli sono: insegnanti tecnico pratici (ITP), dottori di ricerca, diplomati Afam vecchio ordinamento muniti di diploma di scuola superiore, diplomati Isef, docenti con almeno 36 mesi di servizio, oppure almeno 180 giorni di servizio all’anno in tre anni, servizio prestato anche parzialmente presso istituti scolastici paritari, docenti con almeno 36 mesi di servizio, oppure almeno 180 giorni di servizio all’anno in tre anni, servizio prestato anche parzialmente su sostegno, sprovvisti di abilitazione, docenti in ruolo interessati a concorrere su altra classe di concorso, docenti muniti di abilitazione conseguita all’estero in attesa di riconoscimento presso il MIUR. Infine, diplomati presso istituti magistrali con specializzazione linguistica entro l’anno 2001/2002. Continua la lettura di Concorso docenti, pronti a tutelare i diritti di chi verrà escluso

“I docenti deportati devono tornare tutti a casa”

“Tutti a casa. I docenti ‘deportati’ illegittimamente devono ritornare tutti quanti a casa”. È l’appello lanciato ieri dalla segreteria generale della Uil scuola Viterbo Silvia Somigli, da Marcella Brancaforte e Ingrid Fronhofer, entrambe docenti “deportate”, durante l’incontro organizzato dalla Uil scuola al terzo piano di corso Italia 68 a Viterbo.

“E questo – prosegue Silvia Somigli – deve essere un imperativo abbracciato e sostenuto anche dalle istituzioni, non solo sindacale, e deve accogliere le istanze di un movimento civile che parte dal sud. La questione della riforma della scuola incide sulla vita di tantissimi docenti e famiglie e deve essere ancora risolta. E non vogliamo passare dai mesi agli anni di attesa perché il danno sarebbe tremendo e irreparabile”. Continua la lettura di “I docenti deportati devono tornare tutti a casa”