Carissimi Amici Iscritti e Simpatizzanti,
Ci troviamo di fronte ad una sfida decisiva. Una sfida che riguarda l’intero Paese. Per tutti noi la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia. Se all’inizio del passato anno scolastico ci avessero raccontato cosa avremmo vissuto solo qualche mese più tardi nessuno di noi ci avrebbe creduto, pensando ad un racconto di altri tempi, come le narrazioni dei nostri cari nonni o genitori. E invece eccoci qui, catapultati in una realtà nuova e inusuale per noi, al massimo letta sui libri o nei romanzi storici e che per questo motivo non sentiamo nostra.
Ci sentiamo frastornati, tra l’incredulità e la preoccupazione di doverci difendere da un nemico invisibile; l’ansia di essere aggrediti senza accorgercene; la paura del vicino che può contagiarci. Pensieri e sensazioni umane che esprimono però l’esatto contrario di ciò che attraverso l’educazione e la cultura la scuola vuole far emergere.
I mesi del lockdown sono stati duri per tutti, ma a subire le conseguenze più pesanti sono stati gli studenti con disabilità. Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile. Di queste sofferenze si son fatte carico le famiglie. Nella
ripartenza della scuola l’attenzione a questi studenti dovrà essere inderogabile, a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno.
Anche i docenti si stanno misurando con un modo nuovo di “fare scuola”, sperimentato a volte per caso o per provare, e che dall’oggi al domani diventa l’unica prospettiva e possibilità di salvataggio.
I docenti italiani, molto in gamba, non si sono fatti prendere alla sprovvista, nel tempo hanno curato la propria formazione sull’uso delle tecnologie applicate alla didattica e ora si supportano a vicenda per realizzare quella didattica a distanza sempre più ravvicinata. Ho avuto modo di dire che la società Italiana è debitrice verso i docenti…ai quali è stato affidato un compito talmente alto, da rivoluzionare l’aspetto etico e culturale della didattica.
Responsabilità è un concetto chiave per capire e dare senso al tempo del coronavirus. E’ il tempo dell’impegno degli uni verso gli altri, uniti nella lotta al virus che ci vuole
spaventati, deboli e isolati, ma che possiamo combattere insieme, sostenendoci con la responsabilità di rispettare le misure di contenimento e di gestione dell’emergenza che gli Organi di Governo ci prescrivono; con la forza di non arrenderci; con la fiducia e l’ottimismo che generano l’energia necessaria per lottare e creare alternative sempre possibili.
Dunque, la Scuola al tempo del Coronavirus continua ad esserci e a generare conoscenza anche a distanza, perché non lascia solo e indietro nessuno, sollecitando l’emergere di quel nuovo umanesimo che non si abbatte e fa appello al proprio ingegno creativo per darsi
nuove possibilità e opportunità revisionate…
In questo scenario, LA UIL SCUOLA DI VITERBO C’È STATA, C’È E CI SARÀ. Sempre e solo a supporto di tutti e per ciascuno.
E rinnova la propria presenza con il nuovo orario dei nostri Uffici:
TUTTI I GIORNI DALLE 16 ALLE 19.
Sabato e domenica per appuntamento.
Perché per tutti noi…#INSIEMESIPUO’
Buon anno scolastico!
Il Segretario Organizzativo Regionale UIL Scuola Lazio con Delega alla provincia di VITERBO
SILVIA SOMIGLI

