La scuola rappresenta il modello educante di un impegno comune e condiviso…

Carissimi Iscritti,

Con piena consapevolezza di tutti noi, stiamo vivendo un momento molto difficile,
critico e pericoloso per il nostro futuro.
La profonda gravità di una situazione nella quale il nostro Paese e il mondo intero
stanno cercando di barcamenarsi è sotto gli occhi di tutti noi.
Una pandemia che, con la sua tragica diffusione, minaccia la salute e la vita di
tantissime persone e potrà produrre certamente nell’immediato e in prospettiva
effetti devastanti a livello economico e sociale.
L’Italia è, attualmente, il Paese più colpito dal contagio, in particolare in
regioni che stanno pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane,
nonostante lo stoico impegno profuso dal personale sanitario, cui va tutta la
nostra riconoscenza, ammirazione e gratitudine, all’interno di strutture sanitarie
messe a dura prova e in alcune realtà ormai al collasso.
Ancora una volta, la nostra riflessione va nella direzione di una vera presa
d’atto della sfida che ci attende e che per essere positivamente superata esige da
parte di tutti noi il massimo della coesione.
Ma anche un profondo senso di responsabilità, a partire da quella che si richiede
nei comportamenti individuali, da improntare alla massima e scrupolosa osservanza
delle disposizioni impartite dalle autorità sanitarie. Ecco perché si è reso
necessario, tutt’ora è così, restare nelle nostre case, attivando quelle misure
poderose di contenimento che rappresentano attualmente l’unica medicina, in attesa
di un vaccino che, nonostante i nostri brillanti scienziati italiani, dovremo
attendere per almeno un anno.
È indubbio che l’Italia è chiamata oggi, purtroppo lo sarà per tempi non
facilmente prevedibili, a confrontarsi con problemi che riguarderanno l’intero
territorio nazionale, da affrontare con grande determinazione e in un quadro di
forte e condivisa solidarietà.
Noi auspichiamo che, superata la fase più acuta dell’emergenza, possano
riaprirsi il più rapidamente possibile prospettive di ripresa delle attività
produttive e ristabilirsi la normale funzionalità di tutti i servizi.
Per quanto riguarda in modo particolare l’impatto dell’emergenza COVID 19 sulle
attività scolastiche, ad oggi sospese in tutta Italia fino al 3 aprile, ma già
annunciate con ulteriori proroghe legate all’andamento del contagio, ci sentiamo
di evidenziare innanzitutto la grande sensibilità dimostrata da tutto il personale
della scuola nel dare per quanto possibile continuità all’attività educativa e
didattica nonostante la forzata assenza degli alunni. E non solo.
Oltre che insegnamento e apprendimento, tutto il personale della scuola ha
mantenuto attivo il tessuto delle relazioni che temporaneamente non possono essere
vissute in presenza.
Tutti gli operatori del mondo della scuola, si stanno attivando con grande
generosità per realizzare attività didattiche a distanza, interagendo con gli
alunni e le famiglie in condizioni desuete e di assoluta emergenza.
È bella l’esperienza di una scuola che opera e agisce in chiave di comunità
educante!!!
Certo, la preoccupazione per le diversità territoriali di condizioni e di
contesto in cui le scuole sono collocate e stanno operando, talvolta in assenza
delle dotazioni strumentali e infrastrutturali indispensabili per lavorare
efficacemente sulla rete informatica, possano accentuare fattori discriminanti di
squilibrio e di svantaggio a danno delle realtà meno attrezzate. Tuttavia, è pur
vero che la didattica a distanza debba intendersi comunque come modalità
integrativa e non alternativa alla didattica in presenza, quest’ultima
fondamentale e peculiare pilastro della nostra scuola pubblica, con l’auspicio
che la stessa possa quanto prima tornare al suo ordinario funzionamento.
Nonostante l’Amministrazione in questa fase, abbia privilegiato l’assunzione di
decisioni unilaterali, anche su questioni che investono competenze di natura
contrattuale per le loro implicazioni sulla gestione del personale, dopo molteplici
insistenze sono state finalmente accolte le richieste della UIL Scuola di fornire
indicazioni operative per la gestione del personale in linea con l’obiettivo
prioritario delle stesse misure governative.
È appena il caso di ricordare che la Uil Scuola non ha mai smesso di insistere con
l’Amministrazione affinché fossero contenute quanto più possibile le
occasioni di contagio salvaguardando al tempo stesso la salute dei singoli lavoratori
e quella della collettività di cui sono parte.
Ecco perché la Uil Scuola ha sostenuto fortemente il rinvio di scadenze, come
la Mobilità, in un momento in cui viene limitata la libera circolazione delle
persone nei territori.
Ecco perché la Uil Scuola, al fine di assicurare il regolare avvio del prossimo
anno scolastico, chiede all’Amministrazione di mettere a punto procedure
semplificate per quanto riguarda soprattutto l’aggiornamento delle graduatorie del
personale docente e ATA confermare anche per il prossimo anno almeno le attuali
dotazioni di organico.
Insomma, dobbiamo iniziare a pensare al dopo emergenza, alle iniziative per
rilanciare, gradualmente, la nostra vita sociale.
Nel nostro Paese sono state assunte misure rigorose ma indispensabili.
Le risposte alle nostre richieste possono essere frutto di un impegno comune.
La scuola rappresenta il modello educante di un impegno comune e condiviso.
La scuola è un’istituzione cardine dello Stato democratico, ma è anche una
comunità educante, che muove dalla vita, dai problemi di ogni giorno, per formare
persone libere.

SILVIA SOMIGLI

Segretario Organizzativo Regionale UIL Scuola Lazio con Delega alla provincia di VITERBO