Il sindacato deve guidare la sfida della modernizzazione

La conferenza organizzativa è il momento nel quale fare il bilancio intermedio sulle attività e sul percorso intrapreso dalla Uil Scuola, dopo gli obiettivi programmatici affermati nell’ultima Conferenza di Montelsivano. Le parole d’ordine #Cambiamento+Sindacato dichiarate nel Corso dell’utimo Congresso Confederale e acquisite dalle varie categorie continuano ad essere un patrimonio culturale e programmatico dal quale attingere, una premessa organizzativa sulla quale ispirare la consapevolezza dell’essere e fare sindacato tra i lavoratori. Stare al loro fianco nei luoghi dove i diritti e i doveri di cittadinanza si vivono e si esplicano tutti i giorni. Bene. Per questo è sempre più importante “mettere a fattore comune” le ricette, fare sintesi costruttiva, positiva e propulsiva delle varie e diverse posizioni per trasformarle in strategia comune e condivisa. Continua la lettura di Il sindacato deve guidare la sfida della modernizzazione

Pagelle ai presidi, slittano al prossimo anno “gli effetti retributivi”

Il Miur modifica la direttiva 36 del 2016: confermato il procedimento di valutazione con la classificazione dei dirigenti su tre livelli di raggiungimento degli obiettivi. Slitta al prossimo anno l’erogazione della retribuzione di risultato conseguente alla “pagella”.

La decisione del Miur

Dopo due giorni di confronto (acceso) con le organizzazioni sindacali, il ministero resiste, e decide di andare avanti con la valutazione dei presidi, prendendo però tempo per “testare” la novità, al debutto assoluto quest’anno. Il procedimento di valutazione dei nuclei andrà quindi avanti, fino all’assegnazione del ”giudizio” da parte dell’Usr.. Ma c’è un ammorbidimento: quest’anno, visto l’esordio dell’intera procedura e alcuni ostacoli burocratici, la valutazione non inciderà sull’assegnazione, più o meno piena, del salario accessorio. Vale a dire, quest’anno, si continuerà a percepire la retribuzione di posizione, parte variabile, in funzione della complessità, astratta, dell’incarico (complessità della scuola diretta). Dal prossimo anno, invece, la retribuzione di posizione sarà legata alla valutazione ricevuta dal dirigente.

Proteste dei sindacati

I sindacati sul piede di guerra: con questo modo di procedere «risulta disatteso l’impegno a ricondurre queste tematiche all’ambito negoziale, in linea con quanto prevede l’intesa di Palazzo Vidoni sulla contrattazione nei comparti pubblici», Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, hanno deciso di riunire con urgenza e congiuntamente nei prossimi giorni a Roma i propri organismi sindacali nazionali rappresentativi della dirigenza scolastica, per stabilire le modalità di una necessaria mobilitazione. Le sigle «invitano nel frattempo i dirigenti scolastici ad astenersi dall’attuazione degli adempimenti non obbligatori connessi alla valutazione, a partire dalla partecipazione alle attività (non obbligatorie) di formazione».

Fraternamente!

Silvia Somigli

Segretario generale Uil Scuola Viterbo

COMUNICATO_CONGIUNTO_DS

Mobilitazione_DS

Mobilità, qual è la differenza tra finire titolari su scuola o su ambito?

Tanti docenti che stanno per presentare domanda di mobilità, ci chiedono: “Quale è la differenza tra finire titolari su scuola o su ambito?”. La differenza è sostanziale sia nell’immediato e sia, presumibilmente, per il futuro. Intanto diciamo che chi finisce titolare su ambito, ci finisce perché ha espresso, nella domanda di mobilità, la preferenza di ambito e successivamente è stato soddisfatto per tale preferenza. Infatti è utile sapere che se nella domanda volontaria, il docente scegliesse soltanto le preferenze di scuola, esprimibili fino ad un massimo di cinque, e non aggiungesse preferenze di ambito o province, potrebbe ottenere il trasferimento solo e solamente su scuola, o, se non soddisfatto, rimarrebbe titolare dove si trova.

Tuttavia chi ottiene trasferimento su una delle scuole (massimo 5) preferite nella domanda di mobilità, mantiene oppure acquisisce la titolarità su scuola, quindi non sarà soggetto a chiamata per competenze e incarico triennale, inoltre potrà produrre domanda di mobilità ancora negli anni successivi.

Chi invece con la domanda di mobilità sarà soddisfatto su uno degli ambiti richiesti, diventerà titolare di quell’ambito territoriale e parteciperà alla chiamata per competenze con un vincolo triennale sulla scuola che lo individuerà. Questo potrebbe significare, almeno questo è il parere del Miur, un blocco triennale della mobilità. Comunque sia i docenti che titolari di ambito che verranno incaricati dalle scuole, sottoscrivono un contratto di durata triennale. Questo potrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, rappresentare un vero e proprio vincolo per la mobilità degli anni successivi.

Invece bisogna sapere che il titolare su scuola e il titolare di ambito incaricato per il triennio sulla scuola, saranno graduati allo stesso modo nelle graduatorie interne d’Istituto per l’individuazione dei docenti soprannumerari, potranno essere assegnati dal Ds su posto di potenziamento o di cattedra all’interno delle classi, indipendentemente dalla tipologia della loro titolarità.

Un fraterno saluto

Silvia Somigli

Segretario generale Uil Scuola Viterbo

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